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Variazione -1,65%
19/03/2026 - 17:37
data source: Investis Digital
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Financial Results & Reports
Press releases
Leonardo, attraverso le joint venture con le società Thales, Telespazio (67% Leonardo - 33% Thales) e Thales Alenia Space (67% Thales - 33% Leonardo), è presente in tutti i più importanti programmi spaziali per l’Osservazione della Terra, per la Navigazione e l’Esplorazione, promossi da istituzioni e agenzie spaziali internazionali.

Missione sperimentale dell’Agenzia Spaziale Europea, per lo studio dei venti terrestri a supporto delle previsioni meteo e della conoscenza dei fenomeni legati al clima.
Leonardo, con il contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana, ha sviluppato e realizzato il più potente trasmettitore laser operante nell’ultravioletto (UV). Con un approccio totalmente nuovo nella misurazione del vento dallo Spazio, questa tecnologia laser mette in evidenza i venti globali, generando pulsazioni di luce UV inviate nell’atmosfera.
Aeolus può analizzare aree che non sono ancora raggiungibili dai mezzi di rilevazione classici (palloni sonda o aerei) e fornire un importante contributo allo studio sui cambiamenti climatici, il riscaldamento globale e l’inquinamento atmosferico.
Il programma Copernicus, coordinato dalla Commissione Europea in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Europea e con il contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), per il monitoraggio del l’ambiente, contribuisce alla gestione di emergenze umanitarie, disastri naturali e sicurezza della popolazione.
Leonardo, partner industriale del programma, realizza i satelliti (con Thales Alenia Space, prime contractor per le costellazioni di Sentinel-1 e Sentinel-3 e per le nuove missioni CHIME, CIMR e ROSE-L), gestisce l’acquisizione di dati, i servizi e le applicazioni (con Telespazio ed e-GEOS) e lo sviluppo di sensori. I satelliti Sentinel-1 sono equipaggiati con i sensori d’assetto e le unità di potenza e i Sentinel-3 con i radiometri SLSTR (capaci di misurare da 800 km di altezza la temperatura di oceani e terra con una precisione del decimo di grado) e i pannelli fotovoltaici di Leonardo, quest’ultimi anche a bordo di Sentinel-5-P e Sentinel-6.
Telespazio contribuisce allo sviluppo del segmento di terra e delle operazioni di Coperncus, e si occupa - attraverso e-GEOS, GAF e Telespazio UK - delle attività di gestione delle emergenze, della sicurezza delle risorse terrestri e marittime, del monitoraggio dei cambiamenti climatici e fornisce al programma i dati di osservazione della Terra delle missioni COSMO-SkyMed e IRS. e-GEOS (Telespazio 80% e ASI 20%), fornisce alla Commissione Europea informazioni geospaziali e mappe satellitari delle aree colpite da emergenze, rendendo disponibili dati per la gestione di eventi catastrofici a protezioni civili, autorità competenti dei Paesi dell’Unione e Organizzazioni umanitarie internazionali.
COSMO-SKyMed, programma concepito per scopi duali e finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana, dai Ministeri della Difesa e dell’Istruzione, Università e Ricerca, monitora la Terra 24/7 supportando la gestione di eventi naturali, emergenze, lo studio degli effetti del cambiamento climatico.
Leonardo, attraverso Thales Alenia Space (capocommessa dell’intero sistema), ha realizzato il SAR (Syntetic Aperture Radar), elemento chiave del sistema; attraverso Telespazio, il segmento di terra, gestendo inoltre dal Fucino (Abruzzo) il centro di comando e controllo della costellazione. Attraverso e-GEOS (Telespazio 80%, ASI 20%), commercializza i dati generati dai satelliti della costellazione, che effettuano fino a 450 riprese al giorno della superficie terrestre, per un totale di 1.800 immagini radar.
Lo sviluppo della Seconda Generazione di COSMO-SkyMed prevede la realizzazione di due satelliti per i quali Leonardo fornisce i pannelli fotovoltaici in fibra di carbonio (8 per satellite); equipaggiamenti per la regolazione e la distribuzione della potenza elettrica del satellite; strumenti di manovra e sensori di assetto stellare (2 per ogni satellite). Dalla sala LEOP (Launch and Early Orbit Phase) del Centro Spaziale del Fucino (Abruzzo), gestirà inoltre, tramite Telespazio, la messa in orbita dei satelliti.
La missione FLEX dell’Agenzia Spaziale Europea, parte del programma “Earth Explorer”, studierà lo stato di salute della vegetazione.
Leonardo, alla guida di un consorzio di industrie europee di cui OHB System AG è partner principale, fornisce lo spettrometro che rileverà da circa 800 km di altezza la luce emessa dalle piante, scomponendola nei suoi diversi colori.
FLEX orbiterà e opererà in tandem con il satellite Sentinel-3 del Programma europeo Copernicus, su cui un altro strumento realizzato da Leonardo – il radiometro SLSTR – misura la temperatura superficiale di oceani e terre emerse. I dati raccolti saranno utili allo sviluppo sostenibile dell’ambiente, e soprattutto del settore agricolo.
Programma dell’Agenzia Spaziale Europea in collaborazione con EUMETSAT per la creazione di modelli meteorologici e previsioni meteo sempre più affidabili. La terza generazione di satelliti, equipaggiati con il Lightning Imager di Leonardo, strumento capace di “catturare” i fulmini nell’atmosfera terrestre da oltre 36.000 km di distanza, fornirà immagini qualitativamente superiori.
Meteosat Third Generation (MTG) comprende sei satelliti, quattro MTG-1 per l’“imaging” e due satelliti MTG-S “sounding”, che saranno lanciati a partire dall’autunno 2022. Leonardo partecipa al programma MTG anche attraverso la fornitura dei suoi sensori di assetto stellare A-STR e con pannelli fotovoltaici per i sei satelliti di nuova generazione. Thales Alenia Space, che costruisce i satelliti Meteosat da più di trent’anni, è responsabile del progetto.
Telespazio si occupa del segmento di terra per l’acquisizione dei dati e per le operazioni di comando e controllo dei satelliti, e fornirà a EUMETSAT i servizi di lancio e messa in orbita per due satelliti (con opzione per un terzo) della nuova costellazione MTG.
MetOp (Meteorological Operational Satellites) è un programma in collaborazione tra l’Agenzia Spaziale Europea ed EUMETSAT per l’utilizzo di satelliti polari a scopi meteorologici.
Il sistema, composto da tre satelliti e dalle loro relative strutture di controllo a terra, fornirà dati in maniera continua e a lungo termine a supporto delle previsioni meteorologiche e dell’ambiente. A bordo dei tre satelliti ottici MetOp di seconda generazione, che saranno lanciati a partire dal 2022, verrà integrato il 3MI (Multi-viewing, Multi-channel, Multi-polarization Imager), un polarimetro multispettrale per lo studio della qualità dell’aria realizzato da Leonardo.
3MI migliorerà la conoscenza dell’indice di qualità dell’aria e della massa di particelle inquinanti nell’aerosol e contribuirà a migliorare la caratterizzazione delle nuvole. Leonardo ha realizzato i sensori all’infrarosso dello strumento scientifico IASI-NG a Southampton (UK). Thales Alenia Space fornisce elementi chiave per il segmento di terra della missione.
Il programma di osservazione della Terra PLATiNO (mini Piattaforma spaziaLe ad Alta TecNOlogia), finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana e dal Governo italiano, è articolato in due missioni che partiranno nel 2022 e 2023.
Il satellite PLATiNO 1, realizzato da Leonardo attraverso Thales Alenia Space, è equipaggiato con un radar SAR (Synthetic Aperture Radar) operante nella banda X, pannelli solari, che assicureranno l’energia per il funzionamento del minisatellite, e sensori d’assetto stellare (SpaceStar), per il suo corretto posizionamento nell’orbita. Nelle camere pulite di Thales Alenia Space sono in fase di produzione diversi sottosistemi avionici per la piattaforma, tra cui il sistema di comunicazione.
Per il satellite PLATiNO 2, equipaggiato con uno strumento di osservazione infrarosso, Leonardo svilupperà insieme a SITAEL (prime contractor) l’avanzata camera all’infrarosso “TIR” (Thermal InfraRed), che catturerà mappe di temperatura del nostro pianeta per monitorarne la salute e i cambiamenti climatici.
La missione PRISMA (PRecursore IperSpettrale della Missione Applicativa) dell’Agenzia Spaziale Italiana osserverà la Terra e le risorse naturali e i principali processi ambientali.
Realizzato da un Raggruppamento Temporaneo di Imprese, guidato da OHB Italia, responsabile della missione e della gestione dei tre principali segmenti (terra, volo e lancio), e Leonardo, che ha realizzato la strumentazione elettro-ottica iperspettrale e diversi equipaggiamenti di bordo, quali i sensori d’assetto e il pannello solare.
Telespazio ha realizzato il segmento di terra - che comprende il centro di controllo della missione al Fucino (L’Aquila) e il centro di acquisizione, processamento e distribuzione dati di e-GEOS a Matera - e ha gestito la fase che va dalla separazione del satellite dal razzo vettore fino al raggiungimento della posizione orbitale finale, e le attività di test in orbita. Thales Alenia Space ha realizzato il sistema di trasmissione dei dati a bordo del satellite.

Il programma franco-italiano ATHENA-FIDUS (Access on THeatres and European Nations for Allied forces - French Italian Dual Use Satellite) è un sistema di telecomunicazioni per uso duale sviluppato dall’Agenzia Spaziale Italiana e dal CNES (Centre National d’Ėtudes Spatiales) nell’ambito della collaborazione tra le agenzie spaziali e i Ministeri della Difesa italiano e francese. È in grado di sostituire e integrare le reti terrestri, in caso di loro indisponibilità o danneggiamento, favorendo l’erogazione di fondamentali servizi di carattere istituzionale.
Prime contractor del programma è Thales Alenia Space, responsabile dello sviluppo, costruzione, verifica e consegna in orbita del satellite, della realizzazione e collaudo del centro di controllo e dei servizi di supporto e mantenimento dei satelliti. Telespazio ha gestito i servizi di lancio (il LEOP - Launch and Early Orbit Phase) e la fase di IOT (In Orbit Test), ha partecipato alla realizzazione del segmento di terra nel Centro di Vigna di Valle e ha realizzato un segmento di terra militare per conto del MoD italiano. Per il programma, Leonardo ha fornito un sensore d’assetto stellare di medio campo visivo, integrato in un unico assieme progettato per resistere alle radiazioni.
EGNOS (European Geostationary Navigation Overlay Service) è un sistema di navigazione satellitare europeo sviluppato dall’Agenzia Spaziale europea, dalla Commissione europea e da Eurocontrol, per il geoposizionamento ad alta accuratezza (al di sotto di 3 m), che migliora quello del GPS (Global Positioning System). EGNOS, precursore del sistema di posizionamento Galileo, è costituito da tre satelliti geostazionari e da una rete di stazioni terrestri che offrono servizi per la sicurezza aeronautica (supporto alle fasi di atterraggio degli aeromobili), per l’agricoltura (irrorazione ad alta precisione di fertilizzanti) e per i trasporti (pedaggio stradale automatico). EGNOS può operare in tutti gli stati europei e potrà essere esteso a regioni limitrofe, quali a esempio il Nord Africa.
Leonardo, attraverso Thales Alenia Space (prime contractor), è responsabile della realizzazione dell’intero sistema di navigazione di EGNOS, della Central Control Facility e delle RIMS (Ranging and Integrity Monitoring Stations) usate per raccogliere i dati dai segnali GPS L1/L2, GLONASS L1 e GEO L1.
Telespazio svolge le attività di manutenzione del sistema, i servizi di telecomunicazioni e quelli logistici sviluppando nuovi servizi in vari settori (stradale, ferroviario, marittimo) pubblici e privati.
Galileo è un sistema di navigazione e localizzazione satellitare, che nasce dalla collaborazione tra Agenzia Spaziale Europea, Unione Europea, Agenzia Europea per il Programma spaziale (EUSPA) e Agenzia Spaziale Italiana, per garantire l’autonomia europea. Il sistema è interoperabile con quello statunitense, GPS, e russo Glonass. I dati di Galileo possono essere utilizzati dai singoli utenti e per servizi legati al trasporto aereo, marittimo e ferroviario, e ai settori bancario, energetico, assicurativo, delle telecomunicazioni, del turismo e agricolo. Galileo disporrà di due segnali criptati con accesso controllato per enti governativi e operatori di sicurezza.
Per tutti i satelliti del programma Leonardo ha realizzato i sensori di assetto IRES-N2 (Infrared Earth Sensor), utilizzati per il controllo della posizione dei satelliti, e gli orologi atomici all’idrogeno PHM (Passive Hydrogen Maser), i più accurati per applicazioni di navigazione satellitare.
Leonardo fornirà due PHM per ogni nuovo satellite della seconda generazione. L’ESA ha scelto Thales Alenia Space per la fornitura di 6 dei 12 satelliti Galileo di seconda generazione.
Telespazio ha realizzato uno dei due centri di controllo della missione presso il centro del Fucino che è responsabile delle operazioni di sicurezza dell’intero sistema Galileo.
SICRAL (Sistema Italiano per Comunicazioni Riservate e ALlarmi) è il sistema satellitare italiano per le comunicazioni militari, che garantisce l’interoperabilità tra le reti della Difesa, della sicurezza pubblica, dell’emergenza civile e della gestione e controllo delle infrastrutture strategiche.
Il programma è articolato in diverse missioni: SICRAL 1 (lanciato nel 2001), SICRAL 1B (lanciato nel 2009), SICRAL 2 (lanciato nel 2015 in cooperazione con la Francia) e SICRAL 3 (che sarà composto da due satelliti, SICRAL 3A e SICRAL 3B). Leonardo ha fornito le unità di distribuzione di potenza e protezione (PPDU - Power Protection and Distribution Unit) e il sensore di orizzonte IRES-D per le missioni SICRAL 1 e 1B, il sensore stellare AA-STR per SICRAL 2 e fornirà i sensori Space Star per l’orientamento e il mantenimento del corretto assetto in orbita di SICRAL 3.
Thales Alenia Space (TAS), in continuità con il ruolo ricoperto per le precedenti missioni SICRAL, ha curato la progettazione dell’intero sistema SICRAL 2, lo sviluppo del satellite, l’integrazione e relativi test, nonché lo sviluppo del segmento di terra, la sua integrazione e i relativi test nei siti operativi della Difesa italiani e francesi. Per SICRAL 3, TAS avrà la responsabilità del sistema di telecomunicazioni e del segmento spaziale.
Per tutte le missioni SICRAL, Telespazio ha curato le fasi di progettazione, realizzazione, integrazione e collaudo del segmento terrestre presso il centro di Vigna di Valle (Roma) e il centro del Fucino, e ha gestito la fase LEOP (Launch and Early Orbit Phase) e le prove di funzionamento IOT (In-Orbit Test). Per SICRAL 3, Telespazio sarà responsabile del segmento di terra, caratterizzato da elementi fortemente innovativi, e dei servizi per la messa in orbita (LEOP) e test (IOT) dei satelliti.

Programma promosso dalla National Aeronautics and Space Administration (NASA) in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), l’Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA) e l’Agenzia Spaziale Canadese (CSA), per lo sbarco della prima donna astronauta sulla Luna nel 2024 e per la creazione di una comunità umana.
Leonardo partecipa al programma con la realizzazione di pannelli fotovoltaici e unità elettroniche per la distribuzione della potenza dello European Service Module (EMS), che trasporterà la capsula Orion sulla Luna. Attraverso Thales Alenia Space, svolge un ruolo di primo piano nello sviluppo e realizzazione dei sistemi termomeccanici del modulo e di diversi moduli pressurizzati per il Lunar Gateway, la futura stazione spaziale lunare, dove gli astronauti potranno vivere e condurre le loro attività (HALO, primo modulo abitativo con lancio previsto per il 2024; I-HAB, modulo abitativo internazionale; ESPRIT modulo per le comunicazioni e rifornimento).
La prima stazione spaziale internazionale commerciale che verrà realizzata nei prossimi anni dall’americana Axiom Space, destinata a sostituire la Stazione Spaziale Internazionale (SSI) a partire dal 2030. Leonardo, attraverso Thales Alenia Space (TAS), che ha già costruito cinque moduli della SSI, realizzerà i primi due moduli pressurizzati che equipaggeranno la nuova stazione e che verranno inizialmente attraccati alla SSI. TAS si occuperà di progettare, assemblare e testare la struttura primaria e il sistema che proteggerà i due moduli da micro-meteoriti e detriti. All’interno dei moduli, che saranno lanciati nel 2024 e 2025, ci saranno anche laboratori per gli esperimenti scientifici.
Lanciata nel 2018, BepiColombo è una missione nata dalla collaborazione tra l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l'Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA), per l’esplorazione di Mercurio attraverso due sonde (MPO dell’ESA e MMO della JAXA) che effettueranno contemporaneamente misurazioni complementari del pianeta e del suo ambiente. Leonardo ha fornito alla missione il sensore d'assetto AA-STR per il corretto orientamento nello Spazio e lo strumento SIMBIO-Sys (Spectrometers and Imagers for MPO BepiColombo Integrated Observatory System), responsabile del 50% dell’intero archivio dati raccolti durante la missione.
Thales Alenia Space è responsabile dei sistemi di telecomunicazione, controllo termico, distribuzione potenza elettrica, dell’integrazione e delle prove del satellite completo e ha sviluppato il trasponditore in banda X e Ka, il computer di bordo, la memoria di massa, l’antenna ad alto guadagno, il Ka-band Transponder dell’esperimento MORE e l’accelerometro ISA.
Telespazio sviluppa alcuni sistemi per il segmento di terra della missione - tra questi il sistema di pianificazione, il simulatore operativo e l'infrastruttura di informazione e comunicazione - ed è coinvolta nella fase di preparazione e di lancio, nell’operatività della sonda in real team e nelle operazioni di routine, durante il viaggio e l’orbita intorno a Mercurio.
La missione Cassini-Huygens, realizzata in collaborazione tra National Aeronautics and Space Administration (NASA), Agenzia Spaziale Europea (ESA) e Agenzia Spaziale Italiana (ASI), per lo studio di Saturno, del suo sistema di satelliti e anelli, in particolare Titano, elemento cardine per la decodifica di alcuni dei processi primari dell’evoluzione di un sistema planetario e per la comprensione del più complesso tra i pianeti gassosi. La missione si è conclusa nel 2017 ed ha realizzato numerose importanti scoperte.
Leonardo ha fornito gli strumenti di navigazione, le tecnologie per i radar di bordo e importanti strumenti di osservazione e misura a bordo dell’orbiter e del lander. Ha realizzato il sensore stellare SRU (Stellar Reference Unit) usato per mantenere il puntamento di Cassini durante la sua traiettoria interplanetaria e durante la fase orbitale attorno a Saturno, e sviluppato la telecamera nel visibile dello spettrometro VIMS (Visible and Infrared Mapping Spectrometer) e lo strumento HASI (Huygens Atmospheric Structure Instrument) sceso su Titano. Leonardo ha contribuito alla realizzazione del radar di Cassini, progettando e costruendo il convertitore di segnale e il suo amplificatore di potenza, elementi chiave per osservare la superficie dei satelliti sotto le nubi.
Thales Alenia Space (TAS), prime contractor per la costruzione del lander Huygens, ha progettato e realizzato importanti sistemi elettronici all’interno dell’orbiter, per conto dell’ASI: l’antenna ad alto guadagno (HGA/LGA), la più complessa mai progettata per una missione interplanetaria, che ha assicurato tutti i collegamenti da e verso Terra; il radar multimodo che ha aiutato a comprendere molte particolarità morfologiche di Titano; apparati chiave per la realizzazione degli esperimenti di radioscienza, tra i quali il Ka-translator.
La missione CHEOPS (CHaracterising ExOPlanet Satellite) dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) è dedicata allo studio dei pianeti extrasolari (pianeti in orbita intorno a stelle diverse dal Sole). A bordo del satellite, il telescopio progettato e costruito da Leonardo su commissione dell’Agenzia Spaziale Italiana, per misure fotometriche ad altissima precisione in grado di fornire importanti informazioni sulle dimensioni, la struttura interna e la composizione di pianeti ancora oggi sconosciuti.
DART (Double Asteroid Redirection Test) è la prima missione spaziale finalizzata a dimostrare la possibilità di proteggere il pianeta da un eventuale asteroide pericoloso. La sonda della National Aeronautics and Space Administration (NASA), lanciata nel 2021, è diretta verso un sistema di due asteroidi (Didymos, il più grande, attorno al quale ruota il piccolo Dimorphos), il più piccolo dei quali verrà colpito per modificarne l’orbita. Leonardo ha contributo alla missione con il sensore d’assetto Autonomous Star Tracker, che fornisce al computer di bordo le informazioni per tenerlo sulla rotta prestabilita.
La sonda della missione Dawn della National Aeronautics and Space Administration (NASA), lanciata nel 2007, per l’analisi dei processi che hanno portato alla formazione del Sistema Solare, ha orbitato attorno a due corpi celesti distinti nello Spazio profondo: l’asteroide Vesta e il pianeta nano Cerere, i due più grandi proto pianeti rimasti ancora intatti sin dalla loro formazione. Leonardo ha fornito lo spettrometro d’immagine operante nel visibile e vicino infrarosso ad altissima risoluzione spaziale e spettrale VIR (Visible and Infrared Mapping Spectrometer), per la mappatura iperspettrale dei due corpi. Realizzato con il coordinamento e finanziamento dell'Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e la supervisione scientifica di INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), è una derivazione di VIRTIS (Visibile and Inferrare Thermal Immagine Spettrometri), impiegato sulla missione Rosetta e sulla sonda Venus Express.
Euclid, progetto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), in cooperazione con un consorzio di laboratori in 14 paesi europei tra cui l’Italia e con il contributo della NASA e di alcuni istituti USA, studierà l’origine dell’espansione dell'Universo, attraverso la mappatura ad alta precisione del cielo nelle bande del visibile e dell’infrarosso e l’approfondimento della conoscenza sulla materia e sull’energia oscura.
Leonardo fornisce i pannelli fotovoltaici, che assicureranno l’alimentazione di tutti i sistemi della sonda, che verrà lanciata nel 2022, e il sofisticato FGS (Fine Guidance Sensor), un sensore stellare di altissima accuratezza, necessario per la misurazione della linea di mira del telescopio del satellite stesso.
Thales Alenia Space, che è prime contractor e guida un consorzio per la realizzazione del satellite, integra un innovativo sistema di puntamento, agile e preciso, e telecomunicazioni di nuova generazione.
Sviluppato da un consorzio europeo di circa 134 aziende guidate da Thales Alenia Space (TAS), ExoMars è frutto della cooperazione internazionale tra l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l’Agenzia Spaziale Russa (Roscosmos), con il sostegno dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). ExoMars è una delle missioni, articolata in due fasi, del programma di esplorazione dell’ESA Aurora. Ha come principali obiettivi la ricerca di tracce di vita passata e presente su Marte, la caratterizzazione geochimica del pianeta, la conoscenza dell’ambiente e dei suoi aspetti geofisici e l’identificazione dei possibili rischi per future missioni umane. Nella prima missione del 2016, in cui è stato lanciato il Trace Gas Orbiter (TGO) realizzato da TAS, per lo studio dei gas dell’atmosfera marziana e di eventuali processi biologici/geologici in atto, e per fornire il collegamento dati tra la Terra e i rover marziani impiegati nelle successive missioni, Leonardo ha fornito generatori fotovoltaici e unità per la trasformazione e la distribuzione della potenza elettrica al satellite, schede di distribuzione della potenza elettrica per un’unità montata sul modulo EDM (Entry Descent Module), realizzato da TAS, sensori di assetto A-STR utilizzati per orientarsi nello Spazio e un sistema di osservazione optronico CASSIS. Telespazio ha sviluppato alcuni sistemi del segmento di terra della missione, tra cui il Mission Control System, per monitorare e controllare il TGO, e il simulatore operativo che supporta la sperimentazione delle infrastrutture ExoMars a terra, compresi i sistemi di controllo della missione e del volo.
Nella seconda missione, prevista per il 2022, verrà lanciato un rover europeo autonomo, capace di prelevare campioni di terreno a una profondità di due metri e di analizzarne le proprietà chimiche, fisiche e biologiche. Leonardo fornirà sensori di assetto A-STR, pannelli fotovoltaici per l’alimentazione del veicolo spaziale e del rover, la trivella (drill) sviluppata per raccogliere campioni di terreno marziano con a bordo lo spettrometro Ma_Miss (Mars Multispectral Imager for Subsurface Studies), realizzato con il finanziamento dell’ASI, per l’analisi dell’evoluzione geologica e biologica del sottosuolo marziano. TAS sviluppa il sistema di controllo, navigazione e guida del Carrier Module e Descent Module, il sistema rover e il laboratorio analitico (ALD) dove è presente la speciale trivella.
Telespazio progetta, sviluppa e manutiene la ROCC Ground Communication Infrastructure (RGCI), che fornisce al Rover Operation Control Centre (ROCC) le comunicazioni necessarie per condurre le operazioni dello stesso rover, per l’invio di comandi e la ricezione dei dati di telemetria. Telespazio VEGA Deutschland è stata selezionata dall’ESOC (European Space Operation Centre) per sviluppare il simulatore operativo per il secondo veicolo spaziale previsto dal programma ExoMars.
Il James Webb Telescope (JWST), il più grande osservatorio astronomico spaziale, è un programma internazionale guidato dalla National Aeronautics and Space Administration (NASA) in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), l’Agenzia Spaziale Canadese (CSA) e il contributo di Leonardo. Studia la formazione e l’evoluzione delle prime galassie e l’atmosfera degli esopianeti.
Leonardo ha fornito elementi chiave per lo spettrografo NIRSpec (Near InfraRed Spectrograph) vicino infrarosso, capace di “vedere” oltre 100 oggetti contemporaneamente, di responsabilità dell’ESA, per la piattaforma del telescopio spaziale, di responsabilità della Northrop Grumman capofila del progetto, nonché l’RMA (Refocusing Mechanism Assembly), il meccanismo criogenico di alta precisione per mettere a fuoco la camera in orbita. Leonardo contribuisce al corretto orientamento e mantenimento dell’assetto del Telescopio e supporta gli strumenti per il suo puntamento attraverso 3 sensori di assetto di tipo stellare (Autonomous Star Tracker) e 2 sensori di sole (Smart Sun Sensor).
La missione JUICE (JUpiter ICy moons Explorer) è la prima missione del programma dell’Agenzia Spaziale Europea “Cosmic Vision” per lo studio di Giove e del suo sistema di lune (Ganimede, Callisto e Europa), allo scopo di supportare gli scienziati nella formulazione di teorie più precise sulle condizioni di formazione dei pianeti e dei processi di formazione della vita.
Leonardo ha realizzato i pannelli fotovoltaici (PVA), i più grandi al mondo per una missione interplanetaria (85 metri quadrati di superficie), che forniranno la potenza elettrica necessaria a una distanza di oltre 750 milioni di chilometri dal Sole, dove le temperature raggiungono i -230° C; la camera ottica ad alta risoluzione JANUS, sotto la responsabilità dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), con il contributo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), che studia la morfologia dei processi geologici delle lune e gli strati superiori dell’atmosfera gioviana, acquisendo immagini a colori altamente definite di nubi, vortici, onde; la testa ottica iperspettrale di MAJIS (Moons And Jupiter Imaging Spectrometer), a guida ASI e CNES (Centre national d'études spatiales), che osserverà e caratterizzerà nubi, ghiaccio e minerali sulle superfici delle lune di Giove, e studierà la distribuzione verticale di acqua e ammoniaca, i maggiori contributori di ossigeno e azoto alla chimica atmosferica.
Thales Alenia Space, con il contributo della NASA, sviluppa, realizza e testa RIME, lo strumento che rilevare la struttura interna degli strati ghiacciati. Inoltre, con l’Università di Roma La Sapienza, Thales Alenia Space ha realizzato il KaT (Ka Translator) dello strumento 3GM.
Telespazio, attraverso la controllata Telespazio Germany, fornisce supporto ingegneristico e operativo al Centro europeo per le operazioni spaziali dell’ESA (ESOC).
JUNO (JUpiter Near-polar Orbiter), seconda missione del programma New Frontiers della National Aeronautics and Space Administration (NASA), ha l’obiettivo di analizzarne le caratteristiche di Giove.
Leoanrdo ha contributo alla missione con: la realizzazione dello spettrometro JIRAM (Jovian InfraRed Auroral Mapper), finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e operato sotto la responsabilità scientifica dell’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali (IAPS) dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica), capace di acquisire simultaneamente immagini e informazioni spettrali nell'infrarosso, attraverso l'uso di un doppio piano focale, consentendo di osservare a distanza ravvicinata Giove per capirne formazione, evoluzione, struttura; il sensore d’assetto Autonomous Star Tracker, che ha guidato la sonda per quasi 3 miliardi di chilometri verso l’orbita gioviana e che continuerà a fornire informazioni fondamentali per mantenere la rotta prestabilita.
Thales Alenia Space, con il supporto del team scientifico dell’Università di Roma “La Sapienza” e attraverso il finanziamento dell’ASI, ha realizzato lo strumento KaT (Ka-Band Translator) per effettuare esperimenti di radio-scienza da cui trarre informazioni sulla composizione interna del pianeta e sul campo gravitazionale di Giove.
Missione lunare frutto della collaborazione tra l’Agenzia Spaziale Russa (Roscosmos), Europea (ESA) e supportata dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e britannica (UK Space Agency), per inviare un lander nei pressi del Polo Sud della Luna. Il lander avrà il compito di attivare la trivella-laboratorio PROSPECT (Package for Resource Observation, in-Situ analysis and Prospecting for Exploration Commercial exploitation and Transportation) di Leonardo, che andrà alla ricerca di ghiaccio, sostanze volatili e chimiche, perforando la superficie a temperature fino a -150° C e analizzandone i componenti con le strumentazioni di bordo.
Il programma “Mars Sample Return” della National Aeronautics and Space Administration (NASA) con la collaborazione dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), intende riportare sulla Terra, per la prima volta nella storia, dei campioni di suolo marziano, che permetteranno di comprendere meglio il pianeta rosso.
Nel 2026 sarà lanciata la missione (Sample Retrieval Lander) che porterà su Marte il Sample Retrieval Lander della NASA, insieme al Sample Fetch Rover dell’ESA e al Mars Ascent Vehicle (MAV), per recuperare i contenitori con i campioni di suolo marziano lasciati dal rover Perseverance, nella prima missione Mars 2020, e prepararli al lancio nell’orbita marziana.
Leonardo sta progettando i prototipi dei due bracci robotici di questa missione. Il primo, più piccolo e agile (avrà 6 gradi di libertà e sarà estendibile fino a circa 110 cm), verrà montato sul Sample Fetch Rover dell’ESA per raccogliere con una “pinza” i contenitori sul suolo. Il secondo, più robusto (avrà 7 gradi di libertà e supererà i 2 metri di estensione), installato sul Sample Retrieval Lander della NASA, sposterà i contenitori dal rover alla capsula che sarà lanciata in orbita. I bracci robotici di Leonardo opereranno autonomamente (il ritardo fino a circa 20 minuti delle comunicazioni tra Terra e Marte non permetterebbe di gestire i bracci rapidamente), nell’individuare il contenitore del campione marziano, scegliere la traiettoria per raccoglierlo e posarlo nel raccoglitore, essendo pronti a gestire eventuali anomalie. La terza missione del programma “Mars Sample Return” (Earth Return Orbiter) lancerà l’Earth Return Orbiter, che “catturerà” la capsula in orbita marziana e rientrerà a Terra. Thales Alenia Space fornirà il sistema di comunicazione che consentirà la trasmissione dati tra Terra, Orbiter e Marte e sarà responsabile della progettazione dell’Orbit Insertion Module.
Iniziativa dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per la creazione di servizi lunari di comunicazione, navigazione e relative infrastrutture, a supporto delle future missioni esplorative della Luna, commerciali e istituzionali.
Attraverso Telespazio, Leonardo guida un consorzio internazionale incaricato dall’ESA di definire un’infrastruttura che gestisca le esigenze delle future iniziative pubbliche e private dedicate all’esplorazione lunare, garantendo servizi alle diverse piattaforme in orbita attorno alla Luna o sulla sua superficie, come rover, lander o basi lunari. Tra i requisiti, rendere il sistema interoperabile con LUNANET, l’infrastruttura che la NASA sta sviluppando per supportare il programma Artemis. Moonlight faciliterà le missioni rendendo disponibili segnali di navigazione per guidare orbiter e lander/rover, contribuendo al risparmio sui costi del sistema di navigazione satellitare.
Missione della National Aeronautics and Space Administration (NASA) per lo studio di Plutone partita nel 2006. Leonardo ha contribuito alla missione con il sensore di assetto stellare A-STR (Autonomous Star Tracker), che ha guidato la sonda fino a Plutone consentendole di orientarsi nello Spazio e di trasmettere i dati a Terra. La versione utilizzata in questa missione è costituita da un doppio sensore, che consente il funzionamento dell’apparato durante le fasi di rotazione della sonda (fase di crociera) e quando la sonda è stabilmente puntata verso il pianeta. Grazie al software di bordo, il sensore stellare comunica al computer di bordo l’assetto del veicolo per consentire il corretto puntamento dei suoi strumenti verso Plutone.
OSIRIS-ReX (Origins, Spectral Interpretation, Resource Identification, Security - Regolith Explorer) è una missione spaziale della National Aeronautics and Space Administration (NASA), per l'esplorazione degli asteroidi nell'ambito del Programma New Frontiers. Il campione, contenente frammenti di suolo dell’asteroide Bennu raccolti dalla sonda nel 2020, farà ritorno sulla Terra nel 2023, consentendo di caratterizzare la natura, la storia e la distribuzione dei vari minerali e di eventuali materiali organici. Lo studio di Bennu aiuterà a comprendere l’origine del sistema solare (gli asteroidi sono i residui del processo che ha condotto alla formazione dei pianeti) e i rischi e le risorse provenienti dai corpi celesti che orbitano vicino alla Terra.
Leonardo ha realizzato il sensore d’assetto Autonomous Star Tracker che guida la sonda, fornendo al computer di bordo le informazioni per tenerlo in rotta. Il sensore d’assetto fornisce i dati sulla sua posizione grazie alla mappa stellare memorizzata nel suo software, che conta oltre 3.000 stelle.
Missione dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) dedicata all’esplorazione dei corpi minori del sistema solare, la prima a raggiungere la superficie di una cometa (67P/Churyumov-Gerasimenko). Leonardo ha fornito strumenti a tecnologia iperspettrale ed elettro-ottica per la sonda, la trivella per la perforazione della cometa installata sul lander (S2D - Sample Drill & Distribution) e i pannelli fotovoltaici a bordo della sonda e del lander. Attraverso Thales Alenia Space e Telespazio, ha rispettivamente assemblato, integrato e testato il satellite, e realizzato il simulatore dell’orbiter, che ha supportato le attività di controllo durante le varie fasi della missione, e i sistemi di controllo e di pianificazione della missione.
Il programma Space Rider, avviato nel 2020 dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e in gran parte finanziato dall’Italia, realizzerà una mini-navetta per il trasporto spaziale, automatizzata, senza equipaggio e riutilizzabile, per un accesso e ritorno di routine dall’orbita terrestre bassa. Lo Space Rider, pronto nel 2023, eseguirà esperimenti in orbita terrestre bassa (LEO - Low Earth Orbit) e ispezioni satellitari, e osserverà la Terra. Trasporterà una serie di payload a diverse altezze e inclinazioni a bassa orbita terrestre. La mini-navetta avrà una massa complessiva di 2,4 tonnellate e la capacità di trasportare un carico utile di 800 kg, con un volume massimo di 1.200 litri.
Leonardo realizzerà il sistema elettrico, a partire dai pannelli solari, che contribuiscono all’alimentazione di satelliti. Grazie alla tecnologia sperimentata con Il programma IXV (Intermediate eXperimental Vehicle), Thales Alenia Space, insieme al consorzio European Launch Vehicle (AVIO/ASI) in qualità di co-contractor, si occuperà dello sviluppo preliminare del sistema di trasporto automatizzato e riutilizzabile dello Space Rider, dispiegabile a bassa orbita terrestre dal nuovo lanciatore leggero Vega C.
Thales Alenia Space e AVIO gestiranno la produzione e la qualifica del segmento di volo. Il veicolo spaziale sarà composto da due elementi principali: l’AVUM Orbital Module (AOM), di responsabilità di AVIO, e il Re-entry Module (RM), di responsabilità di Thales Alenia Space. ALTEC e Telespazio forniranno il sistema di controllo a terra e quest’ultimo gestirà le operazioni in orbita attraverso il Centro spaziale del Fucino.
La Stazione Spaziale Internazionale (ISS - International Space Station) è un avamposto orbitale per la ricerca e l’acquisizione di nuove conoscenze e opportunità nello Spazio, frutto della collaborazione tra Stati Uniti, Russia, Canada, Giappone e delle Agenzie Spaziali di 11 Paesi membri della Comunità Europea.
Leonardo, attraverso Thales Alenia Space (TAS), ha realizzato numerosi moduli della Stazione Spaziale Internazionale. Tra i progetti-simbolo ci sono i tre MPLM (Multi-Purpose Logistic Module), i moduli di trasporto merci/persone; il Laboratorio europeo Columbus per le ricerche in microgravità; i moduli ATV (Automated Transfer Vehicle), sistemi logistici automatici con carichi massimi di rifornimenti e materiali per gli astronauti fino a 7.300 chilogrammi; i NODI 2 e 3, elementi che connettono tra loro i moduli pressurizzati della “casa orbitante”, e la CUPOLA, uno speciale osservatorio per consentire agli astronauti a bordo della Stazione di manovrare il braccio robotico remotizzato durante le operazioni di assemblaggio dei moduli; i moduli cargo pressurizzati (PCM) per la navetta di rifornimento Cygnus.
Prime contractor per il dimostratore di rientro IXV e il successore Space Rider per conto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), Leonardo, attraverso Tas, ha prodotto e testato l’involucro pressurizzato per Bishop, il Modulo Airlock di NanoRacks (il primo Airlock commerciale ad operare sulla ISS), che offre un dispiegamento satellitare di volume cinque volte più grande rispetto a quello della ISS.
Leonardo ha contribuito con molteplici strumenti e attività tra cui: la VCA-COF (Video Camera Assembly for Columbus Orbital Facility), video camera dotata di zoom per la sorveglianza e il supporto alle attività all'interno della ISS; lo strumento FASTER (Facility for Absorption and Surface Tension Research), in orbita da marzo a settembre 2014, progettato per studiare i legami e le proprietà fisico-chimiche al contatto fra diversi liquidi e volto ad acquisire risultati da destinare all'industria del comparto alimentare, farmaceutico e chimico, poi sostituito dallo strumento LIFT - LIquid Film Tension, un apparato più evoluto per analisi dello stesso ambito della fisica dei fluidi.
Leonardo ha assemblato e collaudato la ISSpresso, la prima macchina per caffè espresso progettata da Argotec e Lavazza (in orbita da aprile 2015), che ha consentito anche esperimenti sul comportamento dei fluidi e delle miscele in condizioni di microgravità. Telespazio supporta, dai primi anni 2000, l’esecuzione di esperimenti scientifici in condizioni di microgravità a bordo di navicelle spaziali e della ISS ed è stata responsabile del Laboratorio di Scienza dei Fluidi (FSL) nel modulo europeo Columbus della ISS dal 2008 al 2014. Nel corso della missione Beyond (2019-2020), svolta dall’astronauta Luca Parmitano, Telespazio ha gestito, in collaborazione con Argotec (prime), cinque dei sette esperimenti svolti in orbita nei settori della medicina, della biologia e della fisica.
2026-03-20T07:55:08Z
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